L’inchiesta
sull’urbanistica: altre polemiche dopo le indagini, domani convocazione in
Comune, ma riservata ai soli eletti
Consiglio segreto, Trabucchi sfida
Le opposizioni chiedono
l’assemblea pubblica, il sindaco la vieta al pubblico
Le
minoranze e i dissidenti nel partito del primo cittadino volevano che la
discussione sulle indagini giudiziarie e sulla loro richiesta di dimissioni
avvenisse «con la maggior affluenza di cittadini» Risposta: seduta a porte
chiuse perché è un caso personale
Consiglio comunale a seduta segreta oggi alle 21. La convocazione è firmata
dal vicesindaco Renè Verza, ma la richiesta è partita da sette consiglieri i
quali però si aspettavano tutt’altro che un’assemblea consiliare a porte
chiuse. Chiedevano infatti che fossero messe all’ordine del giorno «le
iniziative conseguenti l’avviso di conclusione delle indagini notificato al
sindaco dalla Procura di Verona, a chiusura dell’inchiesta coordinata dal
procuratore Guido Papalia e dal suo sostituto Carlo Villani, nella quale
figurano quali ipotesi di reato concussione, abuso d’ufficio, abuso edilizio
per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio». In conseguenza, i
consiglieri firmatari aggiungevano anche la richiesta di dimissioni del
sindaco e, in base all’articolo 32 del regolamento comunale, la convocazione
in una sede idonea ad accogliere «la prevedibile maggior affluenza di
cittadini, dato il particolare ordine del giorno». Sono dieci i capi
d’imputazioni per i quali il procuratore Guido Papalia e il sostituto Carlo
Villani hanno ravvisato gli estremi per la richiesta di rinvio a giudizio
del sindaco Giuseppe Trabucchi: cinque episodi di concussione, tre di
tentata concussione, uno di abuso d'ufficio e un altro di abuso edilizio.
«Indagini gravemente insufficienti e accuse formulate senza mai sentire il
sottoscritto». Così il sindaco Giuseppe Trabucchi, che è docente di diritto,
smonta la richiesta della Procura di rinvio a giudizio, perché secondo il
primo cittadino la fase istruttoria dà per rilevanti fatti passati al vaglio
solo dagli organi inquirenti. Ha già lavorato a una memoria difensiva con la
quale conta di convincere il magistrato ad archiviare le accuse per
l’assoluta irrilevanza dei fatti. Se così non fosse dovrà affrontare le
accuse in tribunale e dimostrarne l’infondatezza.
Attesa delusa intanto per chi si aspettava l’asemblea pubbica: i tre
consiglieri di minoranza della lista Incontro - Gente per la gente (Giuseppe
Vezzari, Alessandro Verzini e Bruno Zambaldo), i due consiglieri di
minoranza della lista Il paese (Giovanni Battocchio e Alessandra Zaninotto)
e i due consiglieri (Davide Fasoli e Carla Gozzo) che ancora siedono sui
banchi di maggioranza con la lista Adesso pace, ma che da due anni tengono
distinte le proprie posizioni da quelle del sindaco e della sua maggioranza.
Nella bozza di proposta allegata alla richiesta di convocazione del
Consiglio, i firmatari dichiarano di prendere atto delle ipotesi di reato di
concussione, abuso d’ufficio e abuso edilizio contestati dalla Procura al
sindaco Giuseppe Trabucchi; considerano le accuse tra le più gravi
imputabili a un pubblico amministratore e ritengono che «la situazione
creatasi ingeneri sulla figura del sindaco una condizione di dubbia
trasparenza ed imparzialità necessarie per la regolare e ordinaria
amministrazione», e per questo chiedono che il sindaco, «con un atto di
coerenza civile e morale rassegni seduta stante le proprie dimissioni a
tutela delle istituzioni e dell’onestà della pubblica amministrazione».
Di dimissioni, ventilate già al momento in cui scoppiò la notizia della
richiesta di rinvio a giudizio, il sindaco ha già detto di non voler neanche
sentir parlare. A questo punto non ne sentirà parlare nessuno perché il
Consiglio a porte chiuse impedisce l’accesso a chiunque non sia stato
eletto, fatto salvo il segretario comunale, chiamato a verbalizzare
l’incontro.
L’articolo 38 del regolamento comunale, che prevede la seduta segreta del
Consiglio, è applicato quando si debbono trattare questioni concernenti
persone e la discussione comporti «apprezzamenti sui meriti, demeriti,
capacità, comportamento pubblico e privato, moralità, oppure abbia per
oggetto il conferimento di impieghi, licenziamenti, punizioni, promozioni, o
comunque comporti valutazioni sulla qualità delle persone stesse».
Vittorio Zambaldo